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La caravan è nel cuore di tutti i campeggiatori. Molti utilizzatori di motorcaravan, ad esclusione forse dei più giovani, hanno avuto un’esperienza di campeggio con la roulotte. Anche la cartellonistica stradale, per indicare i campeggi utilizza il simbolo della caravan che sta a indicare la caratteristica principale, la propensione della roulotte per i campeggi, il suo habitat naturale.

Un passato glorioso di viaggi in Italia e in Europa che tanti campeggiatori possono raccontare, magari con un po’ di commozione per un trascorso di viaggi in famiglia. Poi è sopraggiunta una fase successiva, quando le caravan, dopo tanti chilometri, sono state sistemate definitivamente in un campeggio di mare o di montagna e in quel caso è paragonabile a una seconda casa ma senza cementificazione del territorio. Non poco, direi.

pdf.pngLa caravan è nel cuore di tutti i campeggiatori

 

Alcune immagini di anni di viaggi con la roulotte.

Fare le vacanze con la roulotte a taluno potrebbe apparire bizzarro, controcorrente, alternativo, inconsueto, forse anche scomodo.
Per me è stato qualcosa di istintivo, tanto meglio se alternativo, una scintilla che ha fatto scattare una serie di meccanismi che pian piano sono entrati a far parte della vita di famiglia.
Forse la scintilla è scattata quando da studente, molti anni fa, campeggiando in moto più tenda, mi incuriosivano le roulotte provenienti dai grandi paesi del nord, fu allora con ogni probabilità che feci un ragionamento semplicissimo, se loro sono arrivati qui, io posso andare da loro allo stesso modo.

Poi il pensiero si è concretizzato, ragion per cui la roulotte è diventata lo strumento privilegiato del modo di pensare la vacanza, la seconda casa viaggiante in cui si vive una parte della propria vita, la parte importante dello svago e del tempo libero.

pdf.pngCon la roulotte sulle strade d’Europa

 

Chiuso in positivo il bilancio 2019 si guarda al futuro da nuove prospettive. A colloquio con il Presidente Giovanni Grassi
Testo e foto di Marco Giovenco

"La casa del campeggiatore”. È lo slogan, semplice ma efficace, che la presidenza nazionale Federcampeggio ha lanciato in occasione del Salone del camper di Par- ma, nel settembre scorso. È l’inizio di un percorso di rilancio basato su una serie di elementi nuovi.
«La situazione conseguente alla pandemia da Covid19 ha stravolto i piani di tutti e il turismo itinerante, considerato dal punto di vista strettamente economico, cioè come settore produttivo, ha anch’esso subìto stravolgi- menti» ha osservato il Presidente Federcampeggio Giovanni Grassi. «Certo – prosegue -, bisogna riconoscere che il comparto del plein air ha resistito meglio

pdf.pngLa Federcampeggio entra nel Terzo Settore, intervista a Grassi

 

Questa è la domanda, che in molti si pongono ed alla quale che ancora in pochi, soprattutto le generazioni di questi ultimi 30 anni, riescono a darsi una risposta.

Partiamo dall’inizio e ripercorriamo un po’ la storia della caravan.

Le prime roulotte, così definite per la tipologia di telaio su cui erano costruite, nascono in Gran Bretagna tra la fine del 1800 e i primi anni del 1900.
I primi telai erano ad assale posteriore fisso e a ruote anteriori sterzanti ed erano utilizzati come carri da trasporto del fieno, detti appunto “Roulotte”, e solo con l’inizio del ‘900 vennero costruiti i primi rimorchi ad uso abitativo con telaio a doppio assale centrale denominati “Caravan".

Da lì ebbe inizio tutto, ebbe inizio una nuova era, un nuovo modo di fare campeggio, che avrebbe portato da lì a poco una nuova idea di vacanze in tutta Europa.

pdf.pngMa la caravan è un mezzo itinerante?